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Wabi-sabi, come applicare l’arte giapponese dell’imperfezione in casa

Anche l’imperfezione è un’arte. Il “Wabi-sabi“, una filosofia giapponese secondo la quale si deve accettare il circolo naturale del tempo, con crescita e decadimento, anche un piatto scheggiato può essere importante nell’arredamento, proprio perché la sua usura lo rende diverso da un altro e il contrasto con un piatto integro rende l’estetica del complesso molto interessante. In definitiva, secondo questo stile di arredamento, il vero pezzo “unico” può essere composto da recipienti che si distinguono tra di loro sia nelle forme che nei colori e nelle dimensioni.

‘Stay calm, stay wabi-sabi’

Chi adotta questo stile sa che è inutile affannarsi per avere in casa propria delle superfici perfette dal punto di vista geometrico; al contrario è proprio l’irregolarità dei volumi, con delle ciotole e dei servizi dai differenti formati, a dare un aspetto estetico che fa risaltare la semplicità del “modus vivendi” delle persone che abitano la casa, che non sono ossessionati dal possesso del “pezzo unico”.

Le regole per applicare in casa lo stile Wabi-sabi

Prima di tutto è importante non avere paura dell’usura causata dal tempo. Ad esempio, quando in Giappone si effettua la cerimonia del tè, la presenza di vassoi in lacca e teiere, che hanno su di loro i segni del tempo che passa, fa apprezzare di più ai presenti tutto l’insieme. Ecco che la presenza nel vostro arredamento di piatti che presentano delle piccole scheggiature, o di taglieri in legno sui quali sono evidenti le tipiche venature e i segni causati dall’uso del coltello, ha effetti positivi, così come l’accostamento di oggetti con fantasie varie e differenti materiali. Per la cerimonia del tè è molto apprezzata la presenza di un accessorio classico, la teiera in ghisa. Anche per quanto riguarda i mobili, si adattano bene a questo stile di arredamento quelli non rifiniti al 100%, magari senza smalto oppure con inserti di materiale eseguiti in fasi successive.

Valorizzare i colori grigi e blu.

La filosofia Wabi-sabi è anche contemplazione e nello stesso tempo accettazione delle cose. E’ quindi naturale che si scelgano delle tonalità cupe, come il grigio ed il blu, in tutti i toni della scala dei colori. Questo vale sia per i cuscini, le lenzuola, gli altri elementi tessili dell’arredo, che per gli oggetti accessori più piccoli. Per quanto riguarda i materiali, secondo lo stile Wabi-sabi la scelta deve ricadere su quelli naturali e poco lavorati, con preferenza per la pietra scura e il legno naturale. Una possibile scelta di arredamento è quella di utilizzare un pallet come tavolino, sul quale posare anche dei vasi con fiori secchi in un portavaso in pietra nera.

Wabi-sabi, come applicare l’arte giapponese dell’imperfezione in casa ultima modifica: 2019-12-27T12:50:42+02:00 da Arredamenti Bleve

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